I CONTI DI FROOME…. PRIMA PERFETTI, POI ESTRO SUBLIME
BARDONECCHIA: O tutto o niente. E’ questo il pensiero elaborato da Chris Froome nella serata di ieri quando, dopo cena, si è ritrovato sul motorhome del team e ha snocciolato alcune semplici considerazioni. La prima di carattere personale. “Un piazzamento al Giro d’Italia non cambia la mia carriera, sono venuto per vincere e voglio farlo a rischio di saltare in aria“.
La seconda di natura squisitamente tecnica. “Sto meglio, ho lasciato alle spalle una serie di sfortune e nella terza settimana sono sempre andato forte. Sono un fondista, godo di una grande esperienza e ho voglia di provare l’impresa“.
Il piano del team Sky è scattato immediatamente con una riunione di staff. TUTTI CONVOCATI come il titolo di una nota trasmissione radiofonica. La salita scelta è stata quella del Colle delle Finestre, un’ascesa che era già stata sperimentata nel secondo Giro vinto da Paolo Savoldelli e in quello di Alberto Contador e in grado fare distacchi importanti. Per realizzare tutto al meglio era importante avere uomini di fiducia disseminati lungo tutta la salita che è stata affrontata subito fortissimo dai gregari di SKY.
Ogni 3 km un massaggiatore in grado di porgere una borraccia di sali o acqua. Durante il massimo sforzo, quando si sono riviste la frullate, era importante non incappare in una crisi di tipo alimentare. Per questo anche questa era stata tarata in funzione dell’attacco. La cosa più difficile, una volta scatto, era affrontare i tratti pianeggianti nella valle, con il vento, eppure il distacco non ha mai accennato a diminuire.
Il capitano di Sky per completare i 184 km della Venaria Reale – Bardonecchia ha impiegato 5h09′ nelle quali ha pedalato a 35,3 km/h medi, raggiungendo la velocità massima di 84,9 km/h.
Quando è scattato a 6,7 km dalla cima del Colle delle Finestre ha fatto una “frullata” a 29,4 km/h per poi proseguire a 16,7 km/h medi per 24’08”. Per portare a termine la successiva discesa ha impiegato 12’15” buttandosi a 53,4 km/h medi e toccando addirittura la velocità massima di 80,1 km/h. 16’16” gli sono serviti per scalare il Sestriere alla media di 23,2 km/h e 30, 9 km/h di massima.
Numeri importanti ma questa volta il britannico, una volta partito, ha resecato tutto e ha messo il cuore oltre i numeri. Bravo Froomey, un’impresa d’altri tempi per il più moderno dei corridori. Non era difficile pronosticare per lui un Giro in crescita e lo avevamo detto anche noiOra ci sarà da affrontare la macchia del Ventolin e auguriamo al campione il miglior esito possibile.
Infine 2 note di merito: a Tom Dumoulin che si conferma un top rider di valore. A Simon Yates che ha corso alla grande e poi ha inevitabilmente pagato ma anche in questo caso lo si poteva prevedere. 3 le cause: Inesperienza, condotta di gara dispendiosa, stagione iniziata troppo presto…
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ARRIVO — 1. Chris FROOME (Gb – Sky) 184 km in 5.12’26’’, media 35,34 km/h; 2. Carapaz (Ecu) a 3’; 3. Pinot (Fra) a 3’07’’; 4. Lopez (Col) a 3’12’’; 5. Dumoulin (Ola) a 3’23’’; 6. Reichenbach (Svi) a 6’13’’; 7. Formolo a 8’22’’; 8. Oomen (Ola) a 8’23’’; 9. Konrad (Aut); 10. Bilbao (Spa); 11. Pozzovivo a 8’29’’: 18. Dennis (Aus) a 14’38’’; 79. Yates (Gb) a 38’51’’.
CLASSIFICA — 1. Chris FROOME (Gb – Sky); 2. Dumoulin (Ola) a 40’’; 3. Pinot (Fra) a 4’17’’; 4. Lopez (Col) a 4’57’’; 5. Carapaz (Ecu) a 5’44’’; 6. Pozzovivo a 8’03’’; 7. Bilbao (Spa) a 11’08’’; 8. Konrad (Aut) a 12’19’’; 9. G. Bennett (N.Zel) a 12’35’’; 10. Oomen (Ola) a 14’18’’; 18. Yates (Gb) a 35’42’’.