MATEJ MOHORIC: LE REGOLE PER EMERGERE

 

Matej Mohorič, sloveno, è una delle promesse più belle del ciclismo contemporaneo. Ragazzo dall’intelligenza viva, è nato nel 1994 e nella sua carriera ha già conquistato il titolo di campione del mondo Junior (2012) e quello Under 23 (2013).

Attualmente è in forze al Team Bahrain Merida di cui Sport Plus Health è partner.

Siamo reduci dai Campionati Mondiali di Innsbruck dove  abbiamo assistito all’esplosione del talento belga, Remco Envenepoel. Nessuno meglio di Matej può quindi spiegarci quale percorso dovrebbe affrontare una giovane promessa dello sport che si affaccia al professionismo.

“Non conosco personalmente Evenepoel, quindi non posso pronunciarmi su di lui”.

Lo sloveno spiega però quelli che sono i suoi pensieri sull’approccio che un giovane deve avere per non perdersi nel mondo del professionismo.

“Prima di tutto un ragazzo deve credere nei suoi mezzi. Il lavoro paga sempre e per questa ragione deve continuare a impegnarsi come fatto nelle categorie giovanili. Se uno continua ad andare in bici, allenarsi bene, mangiare bene e riposare, prima o poi sarà competitivo anche tra i professionisti”.

Durante il tuo percorso di crescita hai trovato delle figure di riferimento che ti hanno permesso di crescere?

Ad oggi ho lavorato con tante persone che mi hanno aiutato. Già prima di passare tra i professionisti ad esempio sono stato per 8 anni con il mio Direttore Sportivo sloveno. Poi sono passato alla Cannondale, la ex Liquigas e anche lì ho trovato delle persone che mi hanno insegnato molto. Devo però dire che, passo dopo passo, tutti sono stati educativi. Dopo qualche anno di esperienza ora ho una certa conoscenza di me stesso”.

Ci sono differenze tra talenti per le gare a tappe e quelli da prove di un giorno?

Chi fa corse di un giorno deve essere esplosivo, quelli per la gare a tappe godono di più resistenza, di conseguenza si adatta l’allenamento. La cosa più importante non è solo disporre di talento fisico. Si deve aver voglia di fare bene e sostenere sacrifici e portare avanti il lavoro necessario per raggiungere i tuoi obiettivi. La nostra vita non è solo quella che la gente vede in TV. La quotidianità è fatta di tanti viaggi e molte altre cose che vanno considerate. Ci sono molteplici fonti di stress, ma è il nostro lavoro. È difficile fare dei sacrifici quando uno ha delle pressioni, è via di casa da tempo o intervengono altri elementi di tensione.

Tu come hai affrontato questa fase di crescita?

Anche io ho avuto difficoltà su come affrontare i viaggi e gestire il tempo passato via da casa. Un passo alla volta mi sono abituato e non ci ho pensato più. Ho imparato a vivere più rilassato e mi stresso meno. Quando hai delle tensioni non puoi performare bene. Faccio un esempio: Il mio compagno Vincenzo Nibali si stressa poco anche nei momenti più importanti. E’ sereno e questo gli permette di ottenere il meglio, esaltandosi negli eventi top”.

Cosa ti rilassa Mathej?

Per me è importante sapere perché sto facendo le cose. Anche se sei lontano, avere la consapevolezza che il tutto è utile per te e la tua famiglia. Tutto questo ti aiuta ad essere tranquillo. Ognuno poi ha le sue abitudini, leggere un libro o guardare un film. E’ normale che sia così, siamo diversi ma non dobbiamo pensare troppo al gesto tecnico e fare anche altro.

E’ un mestiere difficile ma che ti regala soddisfazioni importanti.

Vero, ma fare la vita del corridore 24 ore al giorno a volte è dura. Svegliarsi, mangiare sano e riposare. Succede che sei in giro sotto l’acqua per 6 ore e pensi ai tuoi amici che lavorano in un ufficio.

Che consiglio daresti ad un giovane che passa e perde le sue sicurezze?

Quanto passi non sei subito a livello degli altri che da anni fanno i professionisti. Prima o poi arriva il tuo momento, bisogna terner duro, come ho già detto prima.

 

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